MNEMOSYNE

Un progetto site-sensitive

Mnemosyne era per i Greci la personificazione della memoria e la madre delle Muse: l’Arte, in tutte le sue forme, nasce dal passato, o meglio da ciò che il passato lascia in noi.

Da qui il nome del nostro progetto site-specific basato sulle memorie emotive: un format elastico e modulare composto dall’intersezione tra la memoria individuale e quella dei luoghi, riunite e condivise in una nuova forma che contribuisce alla creazione di una memoria collettiva.

In quanto format, il progetto è applicabile su
varie scale: un quartiere, una città, ma anche un edificio, un sito storico, un appartamento.

Come funziona

Ri-mappiamo un luogo in base al vissuto emotivo di chi lo vive, identificando e collegando spazi attraverso le emozioni che hanno suscitato nelle persone, al fine di creare delle mappe che si configurano come un’interfaccia emotiva con lo spazio.

Luoghi abitualmente ignorati vengono così valorizzati dal frammento di storia che contengono; nel caso di luoghi turistici, il progetto permette di visitarli
in maniera assolutamente inedita.

Lo scopo

Scopo del progetto è realizzare una mappa emotiva di un luogo, partendo dai ricordi e dalle esperienze delle persone che lo vivono. Il
punto di partenza è un’indagine, attraverso la quale raccogliere storie, voci, episodi, e utilizzarli per creare un percorso performativo.

Il pubblico, che partecipa alla raccolta dei materiali, viene messo nella condizione di essere consapevole di attraversare il proprio
vissuto emotivo nelle sue parti universali attraverso l’esperienza reale di altri individui.

Le fasi del lavoro

Quattro milestone per raccogliere la memoria emotiva
Sopralluogo

Il primo step è la conoscenza dei luoghi, sia in termini di spazi e ambienti sia di comunità di riferimento. Capiamo in che territorio andremo a intervenire, adattando di conseguenza il nostro approccio, che cambia ad esempio a seconda che si tratti di un sito storico, di una zona turistica o di un luogo disagiato.
Individuiamo i nostri interlocutori, rivolgendoci a diversi gruppi presenti sul territorio, come ad esempio cittadini, lavoratori, comunità, nell’intento di costruire un’esperienza emotiva coinvolgente che porti a vedere i luoghi attraverso gli occhi di chi li vive.
Quando possibile e opportuno integriamo le nostre informazioni con la memoria storica,
coinvolgendo anche esperti di storia e arte.

Raccolta materiali

Per raccogliere le memorie emotive abbiamo messo a punto specifici laboratori, organizzati in forma di intimi parco giochi emotivi e chiamati Mnemo Lab.
Organizziamo gli spazi con diversi giochi: si può disegnare una mappa emotiva della città, creare storie con semplici oggetti, comporre frasi con parole preparate, rilasciare interviste audio o video, registrare semplici frasi e aneddoti.

Abbiamo capito che gli adulti hanno un enorme bisogno di giocare, ma sempre meno occasioni per farlo. Raccogliamo così aneddoti, immagini, parole, sviluppando implicitamente la valenza sociale e comunitaria di un lavoro sulla memoria. È possibile integrare la raccolta utilizzando anche canali come i social network e le reti informali del territorio (bar, luoghi di aggregazione, bacheche...).

Le persone vengono guidate nel fornire la loro testimonianza o il loro intervento: sempre lasciate libere di dire quello che desiderano, vengono messe in condizione di poterlo fare con agio, in modo da superare l’eventuale e comprensibile stadio del 'non so cosa dire'.

Ogni esperienza acquisisce valore riverberando in quella degli altri. In questa fase visitiamo anche i luoghi indicati come significativi per i partecipanti al laboratorio, e ne facciamo un catalogo usando foto, audio e video.

Elaborazione e creazione della mappa emotiva

In questa fase il lavoro consiste nell’elaborare il materiale raccolto e nel dividerlo per categorie. In particolare si associano i luoghi con i sentimenti che hanno ospitato.

Da qui si procede ad intersecare gli spazi reali con gli spazi emotivi, dando forma alla mappa emotiva della zona prescelta, che viene poi sviluppata in un progetto grafico e stampata su carta. La mappa riporta le foto dei luoghi indicati durante lo Mnemo Lab, assieme a frammenti delle storie raccolte. Ogni luogo è collegato a un sentimento e a un evento specifico.

Questa mappa diventa il punto di partenza per quello che sarà l’evento finale, ovvero la restituzione del processo al pubblico in forma di installazione. Nel caso di strutture museali o storiche, la mappa stampata può essere lasciata a disposizione dei visitatori.

Installazione e restituzione

La mappa viene realizzata su grande scala in un luogo significativo per la comunità: disegnata per terra, su una parete, su un telo o proiettata, diventa il fulcro della restituzione dei materiali raccolti. Il pubblico viene guidato a scoprire i materiali raccolti attraverso un percorso che è al tempo stesso fisico ed emotivo.
Come Narciso che si specchia in un lago la cui superficie sono le memorie altrui.

A seconda delle situazioni si possono preparare interventi più complessi, partendo da visite guidate da attori che raccontano episodi per arrivare fino a installazioni audio e interattive, performance, proiezioni video. Il punto è sempre mostrare i luoghi in base ai frammenti di vissuto, offrendo una visione differente degli spazi nel tempo.

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